Prendo spunto da una domanda che mi è stata fatta qualche giorno fa per sottolineare una cosa a cui tengo molto.
In tanti mi chiedono se, attraverso la scrittura, si possa leggere il futuro. E’ naturale, soprattutto in tempi così difficili e incerti, voler conoscere che cosa ci riserva il domani, ma
la risposta è no. La grafologia non è divinazione.
La scrittura fotografa il presente, racconta di noi nel momento in cui scriviamo, con le nostre esperienze passate, che, insieme al carattere, hanno plasmato la nostra personalità, le nostre attitudini, i punti di forza, le debolezze…
Entro certi limiti, e solo sulla base delle caratteristiche e delle tendenze di chi scrive, si possono fare delle ipotesi su quali direzioni la persona potrà prendere in futuro, ma leggere la scrittura come si fa con i tarocchi o con i transiti su un tema natale non è compito del grafologo.
Compito del grafologo è descrivere la personalità nel suo rapporto con l’ambiente.
Nella scrittura infatti si vedono:
- Il temperamento: estroverso o introverso, esuberante o riservato, dinamico o posato…
- La gestione dell’energia: ritmi incalzanti o calmi, spirito di iniziativa o adattamento, flessibilità o schematismo, organizzazione o improvvisazione…
- L’emotività e reattività: impulsivo o controllato, appassionato o freddo, accogliente o aggressivo, duro o sensibile…
- Le qualità dell’intelligenza: l’apertura mentale, la capacità di analisi e sintesi, logica e critica, l’elaborazione e soluzione dei problemi, la creatività…
- Le qualità dell’affettività: empatia, comprensione, capacità di creare e mantenere il legame, l’autonomia, l’indipendenza…
A me non pare poco. E a voi?