Il National Handwriting Day

Oggi, 23 gennaio, è la Giornata Nazionale della Scrittura a mano.

E ce n’era bisogno? Dico di sì, eccome!

La scrittura a mano è un’abilità, un patrimonio umano che abbiamo il dovere e la responsabilità di salvaguardare.

Ma perché è così importante scrivere a mano? È vero che, in questo momento, ci troviamo davanti a uno schermo (voi che leggete e io che scrivo al computer), ma chiudiamo gli occhi e proviamo a immaginare…

Prendiamo in mano la nostra penna e già lì si stabilisce il primo contato fisico, contatto che diventa ancora più avvolgente quando la impugniamo in un modo che sia confortevole per la mano.
Nel frattempo, il cervello si è già preparato a scrivere: la connessione con il braccio e la mano fremente di fronte al foglio bianco davanti a noi.

Il foglio è un mondo, una promessa, un’opportunità, infatti può diventare un racconto, una lista della spesa, una lettera d’amore o, magari, un disegno.

Il foglio bianco è come un campo da arare. E non lo dico tanto per dire, perché scrivendo noi creiamo un solco nella carta, e questo è un aspetto fondamentale: affondare nella carta dà la sensazione di poter incidere sulla realtà, di lasciare un segno e, in quel momento, il tessuto cartaceo resiste alla punta della penna così come l’ambiente pone resistenze alla nostra azione su di esso.

Per questo motivo la pressione scrittoria, ossia la profondità del solco nella carta, è un parametro molto importante in grafologia per valutare la vitalità dello scrivente e la sua capacità di agire, di trasformare il pensiero in opere, di intervenire nella realtà per modificarla. È l’uomo che afferma di “esserci”.

Vi ho fatto venire voglia di correre a prendere carta e penna?… No? Allora vi dico ancora tre cosette.

– Poiché coinvolge l’intero cervello, la scrittura manuale migliora la coordinazione muscolare, allena la motricità fine delle dita della mano e facilita l’apprendimento.
– Scriviamo muovendoci nello spazio: da sinistra a destra e dall’alto verso il basso, e questo si ripercuote sulla nostra capacità di orientarci nel mondo.
– Scrivere significa trovare soluzioni grafiche efficaci per stare dietro alla velocità del pensiero e, in questo senso, è espressione di duttilità e creatività.

E tutto questo, evidentemente, non succede quando semplicemente tocchiamo uno schermo rigido di pochi centimetri con uno, o al massimo due, polpastrelli.

Scrivere a mano è una ricchezza.

La storia inizia con la scrittura e le civiltà che hanno lasciato un segno – è proprio il caso di dirlo – sono quelle che hanno inciso sulla pietra, sui papiri, sulle pergamene e sulla carta.
E, infine, non posso non pensare con orrore che basta un black out perché una civiltà digitale perda per sempre le sue tracce.

Ma una soluzione esiste ed è molto semplice: scegliere orgogliosamente e consapevolmente ogni giorno di continuare a scrivere con una penna su un foglio.

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Logo Roberta Rasini - Grafologia Biella

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