Tra le varie espressioni dell’uomo, la scrittura è un canale privilegiato per esprimere la personalità di chi la traccia.
Come il volto, la voce o le impronte digitali sono unici e caratteristici di una persona, e solo di quella, così la scrittura, anche se contraffatta, contiene sempre degli elementi distintivi che ne rivelano l’autore.
La personalità si proietta nel comportamento, nello stile comunicativo, nella gestualità e quindi anche nel movimento grafico perché, così come ci muoviamo nell’ambiente, allo stesso modo ci muoviamo nello spazio grafico.
Il modello calligrafico insegnato a scuola è uguale per tutti ma, ben presto, ciascuno di noi se ne discosta, per creare una grafia personale, unica e riconoscibile. Perché?
Imparare a scrivere è un atto volontario e cosciente, che richiede attenzione e controllo. Solo successivamente, quando i movimenti diventano automatici e non ci concentriamo più sul tracciato delle singole lettere ma sui contenuti da comunicare, allora scrivere diventa un atto spontaneo. Ed è proprio in questo momento che la scrittura diventa espressiva, perché automatizzata dall’abitudine e quindi prevalentemente inconscia, linguaggio del profondo.
Da veicolo di un messaggio, la scrittura diventa essa stessa il messaggio.