Tutti sappiamo che l’autostima, in linea generale, ha a che fare con la considerazione e la valutazione che abbiamo di noi stessi e del nostro operato.
Per ciascuno, tuttavia, la risposta può avere sfumature diverse: essere determinati, forti, coraggiosi; avere forza di volontà, grinta, intraprendenza; volersi bene, non lasciarsi influenzare dagli altri…
Io penso che l’autostima abbia molto a che vedere con l’accettazione del proprio modo di essere, difetti inclusi.
Sentire di andare bene così come siamo.
Percepire, non solo con la mente ma anche nel corpo, di avere il nostro posto nel mondo, di trovarci nel luogo e nel momento giusto per noi e proprio nel modo in cui ci siamo arrivati, attraverso quelli che io amo chiamare gli errori giusti, perché le esperienze, belle e brutte, sono sempre funzionali alla nostra crescita.
Ecco, per me autostima significa guardarsi e accettarsi. Avere cura delle proprie caratteristiche, del proprio modo di reagire, delle proprie emozioni, anche e soprattutto quando non ci piacciono.
Ma per accettarsi bisogna conoscersi, prendere coscienza dei nostri molteplici aspetti, inclusi quelli che non ci sono del tutto chiari.
E quale strumento di conoscenza è più a portata di mano della scrittura?