Ho accolto con gioia l’invito della libreria Il Libro di Biella a intervenire in una serata dedicata ai libri che parlano di lettere. Le lettere dei romanzi che sono stati presentati ci hanno dato l’opportunità per parlare dell’importanza dello scrivere a mano, nonostante l’era digitale ci stia sempre più allontanando da questo atto così importante e significativo per l’uomo.
Perché è così importante scrivere a mano? Chiudiamo gli occhi e proviamo a immaginare…
Quando prendiamo in mano la penna, si stabilisce un primo contato fisico che diventa ancora più intenso quando appoggiamo la mano sul foglio. Nel frattempo, il cervello si è già preparato a scrivere e invia impulsi al braccio e alla mano, frementi di fronte al foglio bianco davanti a noi: il foglio è un mondo, una promessa, un’opportunità, infatti può diventare un racconto, una lista della spesa, una lettera d’amore…
Scrivere in uno spazio grafico significa muoversi da sinistra a destra, dall’alto verso il basso, e questo si ripercuote sulla nostra capacità di orientarci nel mondo.
Scrivere significa trovare soluzioni grafiche efficaci per seguire la velocità del pensiero e, in questo senso, è espressione di duttilità e creatività.
Inoltre, incidere su un foglio scrivendo significa incidere nella realtà quotidiana.
La storia inizia con la scrittura e le civiltà che hanno lasciato un segno sono quelle che hanno inciso sulla pietra, sui papiri, sulle tavolette di cera, sulle pergamene e ora sulla carta.
Scrivere a mano è un’abilità e un patrimonio umano che abbiamo il dovere e la responsabilità di salvaguardare.
Ringrazio tutti per la grande partecipazione e per l’interesse e la curiosità che la grafologia sempre suscita.