Ricordo che da ragazzina ero scontenta dei miei repentini sbalzi d’umore, del mio cambiare frequentemente idea (e i miei genitori forse anche più di me!). Battiato intanto cantava Cerco un centro di gravità permanente… e io mi crucciavo di non riuscire a trovare il mio. Solo col tempo ho compreso che l’essere coerenti e rimanere sempre se stessi significa portare luna maschera e non togliersela mai.
Ognuno di noi ha la sua maschera, la sua personalità esteriore (nel teatro antico, infatti, “persona” era il nome della maschera che portavano gli attori affinché il loro ruolo fosse immediatamente riconoscibile), ma è solo uno dei tanti aspetti che ci caratterizzano.
La società ci vuole omologati, e la famiglia e gli amici ci vogliono coerenti e prevedibili, perché così è più facile capirci e relazionarsi con noi. Ma non è possibile essere sempre e solo in un determinato modo, perché questo indica immobilità. “Sono timido, pigro, buono, testardo, orgoglioso…” sono mezze verità perché c’è molto di più in ognuno di noi e, soprattutto, per ogni aspetto esiste sempre il suo contrario.
Ciò che non lasciamo emergere perché considerato negativo o sconveniente non scompare per il semplice fatto che lo rifiutiamo, ma agisce a livello inconscio e, proprio perché negato, acquisisce forza e troverà sempre il modo per manifestarsi con atteggiamenti o comportamenti che poi ci fanno esclamare “Non ero io!”. E invece siamo proprio noi che nascondiamo un mondo interiore vastissimo, scenari molteplici che comprendono colline gentili e asperità rocciose, mari rabbiosi e laghi quieti, campi fioriti e alberi spogli…
Portare alla luce la propria ombra, diceva Jung, secondo il quale la crescita dell’individuo è un processo di integrazione di tutti gli aspetti che vivono dentro di noi, alti e bassi, luminosi e oscuri.
Il fascino dell’essere umano sta nei suoi mille volti e nelle sue contraddizioni, che non soltanto sono normali, ma ne costituiscono la sua unicità e ricchezza; come un coro che diventa più suggestivo quando polifonico, o come un disegno che acquisisce profondità solo dopo aver tratteggiato le ombre.
E la scrittura, in quanto specchio fedele di chi la traccia spontaneamente, racchiude e svela questa complessità e queste contraddizioni.
Quale prezioso tesoro si cela nel tuo scrigno?
Ecco l’affascinante viaggio che possiamo fare insieme: scoprire in che modo le tue sfaccettature e i tuoi contrasti coesistono, e come si combinano per dar vita a quell’individuo unico che sei,.