Per conoscere più a fondo noi stessi abbiamo due strade: la grafologia o vivere la fine di un amore.
Certo è meglio la prima, e non lo dico soltanto perché faccio la grafologa, ma perché imparare ad affrontare la fine di una relazione è stata una delle mie prove evolutive.
Infatti, oltre all’amore per la scrittura nelle sue varie declinazioni, la vita mi ha regalato una storia sentimentale un po’ complicata. Dico regalato perché queste difficoltà sono state una vera spinta al cambiamento. Ed è da questa combinazione che è nato “Anche gli amori sbagliati sono giusti”, un viaggio interiore che trasforma l’esperienza dell’abbandono in una rinascita.
Il libro contiene riflessioni, percorsi introspettivi e tecniche pratiche per affrontare il dolore dell’abbandono, uscire dai labirinti mentali ed entrare in contatto con le nostre parti più profonde, quelle che racchiudono il segreto di una nuova fioritura.

Questo viaggio mi ha arricchita anche professionalmente, poiché vedere le sfaccettature della personalità e le spinte che stanno dietro a ogni scelta affettiva si è rivelato un valore aggiunto per le mie analisi grafologiche.
La grafologia e la fine di un amore hanno molti aspetti in comune
La nostra grafia è un movimento interiore. Sulla carta proiettiamo noi stessi e la grafologia è lo strumento che ci permette di interpretare questo movimento e di comprendere meglio il nostro carattere e la nostra personalità.
Allo stesso modo, le relazioni d’amore sono una proiezione della nostra interiorità: attraverso l’altro noi prendiamo coscienza di chi siamo, con i nostri desideri e bisogni. Le storie d’amore, anche e soprattutto quelle che ci hanno fatto soffrire, ci portano in contatto con la nostra interiorità.
L’amore ci invita alla conoscenza e alla realizzazione. È arrivato per donarci un’ispirazione, ampliare orizzonti, svelare risorse e inclinazioni che avevamo dimenticato. L’amore sbagliato è arrivato per farci innamorare di noi stessi.
Com’è nato il libro?
Era il febbraio del 2019 e, qualche giorno dopo la fine di una relazione in cui, come sempre, avevo riposto speranze e desideri, ho cominciato a scrivere un pronto soccorso per cuori infranti. Doveva essere un piccolo prontuario nemmeno troppo serio da regalare alle mie amiche, ma ben presto è diventato un’occasione per scavare ancora più a fondo in quelli che chiamo i luoghi dell’abbandono.
Più scrivevo, più quei tasselli apparentemente scombinati della mia vita andavano a posto, e intanto mi rendevo conto che davvero tutte le mie relazioni, anche e soprattutto quelle sbagliate, creavano un disegno meraviglioso.
Il libro è un percorso in tre parti:
- Comprendere il dolore
- I labirinti del pensiero
- Rifiorire
Comprendere il dolore
Comprendere il dolore è una fase essenziale, perché la ferita ha qualcosa da raccontarci. Quando si vive la fine di un amore fa male, ma diversamente da quanto si pensi non si soffre per la perdita di una persona specifica: questa è soltanto il tramite per realizzare la nostra trasformazione. Come la donna che aspetta un bambino non sa chi diventerà la creatura che porta in grembo, allo stesso modo noi non sappiamo chi partorirà quel dolore, chi quel dolore vuole farci diventare.
L’Anima usa il dolore come un richiamo
I labirinti del pensiero
Per uscire dai labirinti della nostra mente serve cambiare il punto d’osservazione. Quando giudichiamo gli eventi della nostra vita, in realtà lo facciamo con pochi dati a disposizione, vediamo una scena senza conoscere l’intera storia, ma poiché il senso dell’esistenza si comprende a mano a mano che la viviamo, è necessario sospendere le opinioni e affidarsi al progetto della nostra anima, che ci guida anche attraverso quelli che noi chiamiamo errori.
Tutto ciò che accade obbedisce a una necessità di crescita
Rifiorire
Il vero scopo dell’esistenza, dice James Hillman, è manifestare la propria impronta unica e irripetibile, come la ghianda che diventa una quercia. Si diventa ciò che si è quando si impara a guardarsi nella propria interezza, prendendo coscienza dei molteplici volti che ci caratterizzano: luci e ombre, vizi e talenti, difetti e virtù. Gli aspetti che rinneghiamo ci appartengono e vanno guardati con gli stessi occhi di una madre che ama il proprio figlio incondizionatamente: senza quelle imperfezioni non saremmo noi.
Realizzare l’unione dentro ci porta a trovarla in ogni luogo e circostanza, un senso di connessione non più legato a una persona specifica ma all’esperienza di Sé.
Rifiorire è percepire che amore siamo noi e solo di conseguenza un sentimento che ci lega a un altro essere umano.
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